Dr.ssa Raffaella Manco

Psicoterapia online

Anche i terapeuti hanno dovuto mettersi in discussione. Molti non erano convinti di poter usare Skype o una chat come spazio terapeutico e si rifiutavano di impostare un percorso online con un paziente mai incontrato di persona, ma quelli che hanno provato hanno quasi sempre scoperto che è più naturale ed efficace di quanto possa sembrare.
michele cucchi
Michele Cucchi
Direttore Sanitario

Gli studi sulla psicoterapia online

Visto il ruolo centrale del setting per il funzionamento del processo psicoterapeutico, ci si è domandati se spostare le sedute da una stanza allo schermo di un computer con applicazioni come Skype non potesse avere effetti negativi sull’efficacia della terapia. Per trovare una risposta a questa domanda, negli ultimi vent’anni sono stati condotti diversi studi clinici negli Stati Uniti, in Svezia e in Israele i cui risultati hanno mostrato che nella maggior parte dei casi la terapia online è una valida alternativa a quella di persona e che le due sono paragonabili sia sul piano della soddisfazione del paziente che negli effetti a lungo termine.

Fatte salve alcune condizioni cliniche peculiari o per gravità o per tipologia di sintomi (come persone a rischio di suicidio), l’efficacia della terapia a distanza è stata dimostrata per la maggior parte delle terapie, indipendentemente dall’approccio psicoterapeutico. Gli elementi necessari perché una terapia sia efficace, infatti, sono fattori comuni a tutti gli approcci, ovvero la costruzione di un’alleanza tra terapeuta e paziente, l’empatia, la fiducia e la condivisione degli obiettivi su cui lavorare. Se queste cose ci sono e funzionano, impuntarsi su aspetti formali della terapia come il fatto di essere presenti di persona, può diventare addirittura controproducente.

Psicoterapia, persone e tecnologia

psicoterapia onlineLa maggior parte delle persone non esita a chiamare il medico di famiglia quando ha l’influenza o il dermatologo quando scopre uno sfogo sulla pelle o il dentista quando il mal di denti diventa insopportabile. Sono pochi invece quelli che riconoscono di dover chiedere aiuto quando sperimentano attacchi d’ansia, crolli depressivi o altri sintomi di un disagio emotivo. Spesso passa molto tempo tra il momento in cui ci si rende conto per la prima volta di aver bisogno di aiuto e il momento in cui effettivamente si inizia una psicoterapia: nel caso dei disturbi d’ansia si è calcolato che le persone aspettano in media due anni prima di rivolgersi a un professionista (quando lo fanno).

Le barriere che frenano le persone sono diverse. Innanzitutto culturali, perché in molti contesti è ancora radicata l’idea che la psicoterapia sia una cosa riservata ai “matti” e che gli psicologi siano solo ciarlatani; poi ragioni più personali, quelle che ci trattengono fino all’ultimo dall’ammettere a noi stessi che c’è un problema e che non possiamo affrontarlo da soli. A queste ragioni, più profonde e radicate, si aggiungono ragioni più pratiche, ma non per questo trascurabili: molte persone non sanno da dove iniziare a chiedere aiuto, a chi rivolgersi, quale approccio sia meglio per loro o banalmente non sanno come conciliare la terapia con la propria vita quotidiana per motivi di tempo e soldi.

Negli ultimi anni in molti si sono chiesti come superare questi ostacoli e rendere la psicoterapia più accessibile a un maggior numero di persone. Nel rispondere a questa esigenza, la tecnologia ha avuto un ruolo importante, attraverso strumenti come le videochiamate o i servizi di messaggistica istantanea, oltre che piattaforme, applicazioni e sistemi di intelligenza artificiale che hanno ridotto le distanze e i costi della terapia. Nella direzione di una maggiore accessibilità però bisogna stare attenti a non perdere di vista gli elementi su cui la psicoterapia si fonda e che la rendono efficace.

Il mio approccio

Nel tentativo di essere sempre più vicina a chi necessita del mio aiuto, ho deciso di utilizzare piattaforme diverse per operare online. Dopo una breve sperimentazione, ho deciso di utilizzare Google Duo, Zoom, Skype e anche WhatsApp. Non escludo di aggiungerne altre in futuro. Prediligo Google Duo, Skype e Zoom perché, al momento, consentono anche di condividere lo schermo del PC e ciò mi consente di utilizzare slide o piccoli esercizi realizzati in tempo reale da condividere con il mio interlocutore.
Al fine di rendere proficui i colloqui online è però necessaria una sufficiente dimestichezza nell’utilizzare tale strumenti. Nel caso tu non fossi particolarmente avvezzo nell’utilizzo delle videochiamate, il mio consiglio è quello di provare la tecnologia con gli amici o i familiari per poi intraprendere un percorso pscioterapeutico. Un altro consiglio che sento di darti è quello di provare a isolarti completamente durante gli incontri online. Ad esempio potrebbe essere utile togliere la suoneria al telefono e ridurre tutte le potenziali fonti di distrazione nelle vicinanze. 

Appena mia sarà possibile ho intenzione di inserire delle brevi video guide per mostrare come utilizzare le piattaforme indicate.
Intanto ti lascio i miei estremi in modo che tu possa contattarmi online.

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