Le cose della vita
Ansia, depressione, rabbia, vergogna, senso di colpa sono emozioni che quotidianamente tutti possiamo provare.
Se, per esempio, viene a mancare un nostro caro è normale sentirsi depressi; se ci sentiamo vittime di un’ingiustizia è normale essere arrabbiati; se siamo in attesa dell’esito di un esame è normale sentirsi in ansia.
Qualche volta però le emozioni possono essere troppo intense e durature rispetto alla situazione che le ha generate. In tal caso dobbiamo prendere in considerazione l’eventualità di avere un problema emotivo e magari di avere bisogno di richiedere un intervento professionale. Se la discussione con il nostro partner ci fa stare male per giorni interi, se piccole imperfezioni in ciò che facciamo ci restituiscono un senso di inutilità, se compiere attività quotidiane – come, per esempio, fare la spesa o parlare con un collega – generano ansia intollerabile, allora probabilmente ci troviamo di fronte a un problema psicologico e sarà molto utile iniziare una psicoterapia.
La terapia cognitivo-comportamentale
La terapia cognitivo-comportamentale è considerata allo stato attuale a livello internazionale la più efficace la più affidabile nella comprensione e nel trattamento dei disturbi psicopatologici. Inoltre essa ha assunto il ruolo di terapia d’elezione per i disturbi d’ansia, così come ci viene testimoniato da recenti documenti diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Istituto Superiore di Sanità.
La teoria alla base della psicoterapia cognitivo-comportamentale afferma che c’è una relazione complessa tra pensieri, comportamenti ed emozioni. Inoltre sottolinea l’importanza dei pensieri distorti e della rappresentazione soggettiva della realtà nell’origine e nel mantenimento dei disturbi psicologici, di comportamento ed emotivi. L’obiettivo, quindi, dello psicoterapeuta cognitivo-comportamentale è quello di aiutare il paziente in seduta a individuare i pensieri ricorrenti e gli schemi disfunzionali di interpretazione della realtà e di sostituirli con pensieri più adattivi e funzionali al benessere della persona.
Le caratteristiche della psicoterapia cognitivo-comportamentale
Innanzitutto la psicoterapia cognitivo-comportamentale è scientificamente fondata.
Essa infatti ha raggiunto risultati superiori o almeno uguali al trattamento farmacologico nella cura della depressione e dei problemi d’ansia. Inoltre è assai più utile nella prevenzione delle ricadute.
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è una psicoterapia orientata allo scopo. Cosa significa questo? Significa che, dopo aver fatto la diagnosi, nei primi incontri, il terapeuta concorda, insieme al paziente, un piano di trattamento stabilendo gli obiettivi della terapia sulla base delle esigenze di quest’ultimo. Inoltre la psicoterapia cognitivo-comportamentale è una psicoterapia sostanzialmente fondata sulla collaborazione attiva tra paziente e terapeuta ed è una terapia concreta e pratica, nel senso che il suo obiettivo è mirare alla risoluzione dei problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono, ad esempio, la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico, la riduzione dei pensieri ossessivi e eliminazione dei rituali e delle compulsioni nel disturbo ossessivo-compulsivo, la riduzione dei comportamenti alimentari patologici, ma anche la promozione delle relazioni interpersonali, la riduzione dell’isolamento sociale e così via. Infine la terapia cognitivo-comportamentale è una terapia a breve termine ogni qualvolta questo sia possibile. Può durare mediamente dai 4 ai 12 mesi, a seconda del caso, e ha una cadenza settimanale. Nei casi di problemi psicologici più gravi, essa può durare un po’ più a lungo e può beneficiare dell’integrazione della terapia cognitiva con il trattamento farmacologico e altre forme di trattamento.





